PUCCINI CHAMBER OPERA FESTIVAL 2023

Opera LABRYS

27 maggio, ore 18 – Teatro di San Girolamo, Lucca


THE SHOFAR PLACE

per trombone e supporto digitale a 8 canali

Musica, Nicola Sani 

Commissione e Produzione INA GRM - Parigi 

Il ritrovamento archeologico di una pietra dal muro del Tempio di Gerusalemme con un'iscrizione riferita al luogo del soffio dello Shofar ha ispirato al poeta Paul Celan una delle sue ultime poesie, Die Posaunenstelle, scritta in occasione della sua visita a Gerusalemme nel 1969. La poesia venne inserita nell’ultima delle raccolte di Paul Celan, Zeitgehöft (Enclos du temps), pubblicata per la prima volta postuma dalla casa editrice tedesca Suhrkamp nel 1976. "Le poesie concepite dopo il viaggio in Israele - scrive in proposito Massimo Pizzingrilli - possono considerarsi a pieno titolo il risultato dell’ultima svolta poetico-esistenziale celaniana"[1]. "Celan - prosegue Pizzingrilli - soggiornò a Israele dal 30 settembre al 17 ottobre 1969, in compagnia, tra gli altri, della sua ritrovata amica, dai tempi della giovinezza a Czernowitz, Ilana Shmueli. Queste poesie contengono una serie di rimandi topografici e storici della città di Gerusalemme, raccolti da Ilana Shmueli per Celan sottoforma di appunti". Nel testo originale tedesco Celan si riferisce allo Shofar, antico strumento ebraico costituito da un corno di montone, usando la parola Posaune, nella traduzione tedesca introdotta da Martin Lutero, ma che normalmente nella terminologia attuale indica il Trombone. Prendendo spunto da questa sintesi che accomuna i due strumenti, il Trombone e lo Shofar, questa composizione intende porsi come una ricerca alle radici arcaiche del suono.

Per poter comprendere profondamente il valore e il significato del suono e della musica, intesi come espressioni dell'anima e della psiche umana, dobbiamo innanzitutto considerare le caratteristiche principali delle diverse tradizioni musicali del passato, alcune delle quali sopravvivono tuttora nella ritualità di popolazioni diverse, sia europee che extraeuropee: dobbiamo infatti conoscere, recuperare e vivere pienamente tutte quelle forme d'arte dimenticate, tutti quei canti, quei rituali e quelle danze che si sono persi nel tempo e nello spazio, la cui memoria sopravvive tuttavia nelle profondità inconsce della psiche collettiva, dalle quali riemerge ciclicamente, influenzando a vari livelli le scelte, le motivazioni, i gusti e le tendenze dell'umanità attraverso i secoli. Vi sono infatti, dietro le loro apparenti diversità, numerosi aspetti in comune nella ritualità e nella musicalità di tradizioni culturalmente e storicamente diverse, aspetti spesso stupefacenti per la loro profondità e identità, che ci testimoniano l'universalità dell'esperienza interiore, espressa in forme e modi tra loro differenti secondo un processo evolutivo che coinvolge la globalità delle manifestazioni umane. Nella musica del nostro tempo siamo giunti a un momento di crisi profonda, in cui ci si domanda da più parti se non sia ormai ora di riconsiderare dalle radici non solo l’aspetto stilistico e formale della creazione artistica, ma anche e soprattutto la sua sorgente di ispirazione, la fonte stessa dalla quale essa scaturisce. Anche in Celan, il rituale è iscritto nella sua poesia, ma per essere interrotto. “Posaunen” è sintatticamente una parola-cesura, serve proprio a creare una crepa, come il taglio della tela di Lucio Fontana, serve a instaurare una riflessiva messa in discussione del precetto normale-normativo della tradizione che quella parola porta con sé. Questa composizione esplora le fonti arcaiche e profonde del suono con le nuove tecnologie di elaborazione digitale. E al tempo stesso esplora lo spazio timbrico tramite un processo di de-costruzione del suono nello spazio, grazie all'organizzazione della ditribuzione del suono tramite la diffusione multicanale. La ricerca sonora sviluppata con le tecnologie digitali ha consentito in questi anni di approfondire la relazione tra suono naturale, materiale pan-acustico e spazio timbrico. È una ricerca fatta di tensioni al limite, filtrata dallo sguardo elettroacustico sul suono, attraverso il quale il dialogo tra il materiale elaborato digitalmente e l'interprete dal vivo assume inedite caratteristiche, con soluzioni dinamiche e spaziali imprevedibili. In particolare è lo spazio a costituire un nuovo polo di attrazione e parametro di elaborazione, uno spazio sonoro dove organizzare liberamente la materia e dove il timbro si fonde, elabora se stesso nella confluenza e interrelazione dei singoli elementi. Il suono del Trombone "raccoglie" la memoria arcaica del suono dello Shofar, un suono che ha attraversato i millenni, "con cui secondo l’uso ebraico veniva annunciato un particolare avvenimento (poteva essere il segnale d’allarme di una guerra, la minaccia di un pericolo imminente, la salita al trono di un re, l’annuncio del nuovo anno e dell’anno giubilare, l’ira di Dio o la redenzione del popolo di Israele)". Grazie alle nuove tecniche di esecuzione sviluppate da Ivo Nilsson, geniale interprete e compositore svedese con il quale è stato sviluppato tutto il progetto sonoro della composizione, in combinazione con le tecnologie per l'elaborazione digitale del suono sviluppate al GRM di Parigi, questa materia/memoria viene proiettata verso orizzonti estremi. Il dialogo tra i due piani sonori che si intersecano e si confondono e il testo poetico originale è profondo e denso di fascino e suggestioni. Il Trombone esplora le insondabili profondità dell'io evocate dai versi ermetici, il suono dello Shofar è un suono che non ha parole, emesso dal soffio umano, che ci ricorda il soffio vitale con cui il Signore creò il primo uomo e sembra raccogliere l'invito estremo di Paul Celan "hör dich ein / mit dem Mund" (insuffle-toi l’écoute / avec la bouche). "E allo sprofondamento dell’abisso che apre nuove costellazioni corrisponde esattamente la dinamica della poesia".

 

| LA TANA |

per voce, elettronica e corpo esterno

Concept, musica e libretto, Edoardo Vella

 

 

ARIADNE

installazione lirica in fili di lamenti per controtenore, mezzosoprano, trombone, video e live electronics

Concept, musica e regia Girolamo Deraco

Testi di Friedrich Wilhelm Nietzsche, Ottavio Rinuccini, Vincenzo Cassani, Lorenzo de' Medici, Gaio Valerio Catullo e frammenti musicali di Franz Joseph Haydn, Benedetto Marcello e Claudio Monteverdi

Anna Salvoni progettazione scenografica, Luca Barsanti realizzazione scenografica

 

Il mito è sempre attuale poichè è un universale, un archetipo. La storia di Arianna e Teseo è tra le più conosciute dalla moltitudine. Si ripete caledoiscopicamente, continuamente, e, in fine, tutte queste storie sono state, sono e saranno sempre uguali. Lei/lui si innamora, lui/lei l’abbandona. Quindi? Perchè raccontare ancora il mito? Il mito va raccontato perchè rinnova la memoria. Mette in guardia dal possibile errore. Errore che rende vivi. Umani. Veri. Errore, che desideriamo percorrere e ripercorrere infinite volte. Coscienti o no.

Nella letteratura, nella musica e nelle arti figurative, il soggetto di Arianna ha da sempre avuto molti proseliti. Questa installazione lirica, su testi di Nietzsche (Klage der Ariadne e l’abbozzo del progetto Satyrspiel), Rinuccini (L’Arianna), Cassani (Arianna), Medici (Trionfo di Bacco e Arianna), Catullo (Lamento di Arianna) e con frammenti della musica di Haydn (Ariadne auf Naxos), Benedetto Marcello (Arianna) e Claudio Monteverdi (Lamento di Arianna dal libro sesto dei madrigali a cinque voci), ha come fine ultimo quello di far convergere uno dentro l’altro, con un nuovo respiro compositivo che risente dell’esperienza dei giorni nostri, questi grandi nomi che hanno trattato il mito. L’Arianna delle Arianne. O l’ennesima. Poco conta.

Il soggetto dell’installazione è quello del mito, quello di Arianna e Teseo/Dioniso. Un mito che si ripete eternamente ed è sempre attuale. E’ un percorso umano. Un ananke, che bene o male abbiamo tutti vissuto nei panni di Arianna o di Teseo. O entrambi.

Il libretto è una collazione/ri-composizione di testi. La base è Klage der Ariadne di Nietzsche, su cui si dipanano frammenti tratti da Nietzsche, Cassani, Medici, Rinuccini e Catullo.

La musica, elemento di sospensione temporale per eccellenza, è il grimaldello che farà riapparire dalle sue nebulose, reminescenze musicali di Haydn, Marcello, e Monteverdi, mutando il canto tra presente e lirismo storico.

Il concept centrale di Ariadne è quello di sospendere il mito all’interno della forma di un cubo distorto (ricoperto di tulle sui quattro lati verticali), “quadrati sformati” che si muovono nel tempo. Il cubo sarà intersecato internamente da fili, che alla fine si sveleranno essere una unica matassa, un labirinto eterno la cui fine è il ripetersi del mito. All’interno del cubo di fili vi è Ariadne che tiene tra le mani un capo del filo (lo stesso filo che donò a Teseo?). Riavvolgerà il filo vivendo il suo personale labirinto fatto di ricordi. Ricordi personali e/o ricordi delle molte Arianne. Le Arianne sparse nel tempo, che troviamo nei testi, nelle musiche, nell’iconografia (a cui si ispirerà la regia nella messa in scena video e performativa) e le possibili Arianne del futuro.

In questa cantata scenica non importa il momento storico in cui Arianna si trova (lo suggeriranno la musica e/o le parole) e non importa come sarà vestita (un vestito vale l’altro basta sia bianco). La cosa importante è che rappresenti se stessa in quanto essere umano. In tutto e per tutto. Con le sue forze e le sue debolezze umane, con i suoi gesti e con i suoi labirinti interiori, perchè come diceva Kern:“nel labirinto si incontra se stessi”. Theseus è rappresentato dal trombone, espressione drammaturgica della sua natura macista e maschilista. Si manifesterà in diverse forme timbriche nelle arie del passato, come un’ombra felina che non lascia mai la preda. 

controtenore e trombone David Whitwell

mezzo soprano Maria Elena Romanazzi

sound designer Alberto Gatti



[1]          Massimo Pizzingrilli, All’altezza del profondo. Una rilettura della poesia Die Posaunenstelle, in "Paul Celan, la poesia come frontiera filosofica", a cura di Massimo Baldi, Fabrizio Desideri, Firenze University Press, 2008

PUCCINI CHAMBER OPERA FESTIVAL 2023

Opera ES

20 maggio, ore 18 – Teatro di San Girolamo, Lucca

LA SANTA PANCIERA

un'opera bigotta per soprano e pianoforte

Gerratana Andrea musica

Leonardo De Santis libretto 

Sinossi - Italiano

Una donna anziana, sola, con un marito defunto e un figlio che non la chiama mai, ha come unica consolazione, nella solitudine della propria casa, la fede religiosa. La fede l'ha spinta in una nuova direzione, portandola a compiere un gesto radicale. Un'opera che con un taglio grottesco vuole trattare la solitudine, il bigottismo, il rapporto con la religione e con chi ci ha abbandonato. 

Synopsis - English

An elderly woman, alone, with a deceased husband and a son who never calls her, finds her only solace within the loneliness of her home: her religious faith. Faith has provided her with a new sense of purpose, urging her to embark on a radical act. This grotesque opera explores themes of loneliness, bigotry, relationships with religion, and those who have abandoned us. 

*** 

SOGNO

azione scenica per soprano, attore, pianoforte e live electronics

Antonio Bellandi musica

Loretto Rafanelli libretto  

Sinossi - Italiano

In una gelida sera invernale un uomo, Fedor, in preda alla disperazione medita sul suicidio. Gli appare una donna che invoca il suo aiuto ma lui, distrutto dal proprio malessere interiore, non solo non l’aiuta ma, anzi, da discaccia. Tornato a casa si assopisce e sogna. Le voci che ascolta gli descrivono un mondo migliore, fatto di quella bontà e purezza di cui la donna è il simbolo. Fedor sembra inizialmente catturato da tale prospettiva salvifica ma inizia ad intravedere l’altra faccia della sua visione, il male che, mascherandosi, si insinua tra le pieghe del bene corrompendolo, il dolore in cui vive il mondo e la sordità degli umani di fronte a quella sofferenza. Il messaggio dell’originale dostevskiano viene riattraversato e attualizzato nello spazio temporale che è sufficiente per assopirsi, sognare ed assumersi, dopo aver attraversato fino in fondo la sofferenza, la propria responsabilità.

Synopsis - English

During a cold winter evening, a man, Fedor, desperated, contemplates suicide. A woman appears to him who invokes his help but he, destroyed by his own inner suffering, not only doesn’t help her but, on the contrary, drives her away. Back home he falls asleep and dreams. The voices that he hears describe to him a better world, made by the goodness and purity of which the woman is the symbol. Fedor initially seems captured by this saving perspective but begins to looks to the other side of his vision: the pain in which the world lives and the deafness of humans in the face of that suffering. The message of the Dostevskian original is re-crossed and updated in the temporal space that is sufficient to doze off, dream and assume, after having gone through suffering to the end, one's responsibility 

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Prossimo appuntamento

Opera LABRYS

27 maggio, ore 18 – Teatro di San Girolamo, Lucca

PUCCINI CHAMBER OPERA FESTIVAL 2023

Opera ID

30 aprile, ore 21 – Teatro del Giglio, Lucca

I

CRUCIS VERBA

Lucia Joyce e la danza sull’Ulisse


per voce, danzatrice, pianoforte, percussioni e live electronics

Concept e musica: Maria Beatrice Orlando

Libretto: Maria Beatrice Orlando e Riccardo Cepach



Sinossi - Italiano

L’opera è suddivisa in cinque fotografie.
Nella prima entriamo nella vita della protagonista proprio tramite la fotografia che la rese celebre. Nella seconda viene presentato il personaggio di Lucia Joyce: la voce ne raffigura la storia conosciuta e la danza ne rappresenta l’anima. Si ripercorre il passato tormentato di una vita all’ombra di James Joyce; mentre nella terza fotografia si entra nel sogno dell’amore con Samuel Beckett, tanto desiderato e atteso. Voce e danza si scontrano e dividono per marcare il contrasto tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere. L’opera si conclude con la quarta fotografia in cui si ritorna alla realtà fatta di un’evitabile solitudine... eppure, come ci si domanda nell’ultima scena, può essere quella fotografia ritrovata una prova d’amore?

Synopsis - English

The work is divided into five photographs. In the first we enter the life of the protagonist precisely through the photograph that made her famous. In the second, the character of Lucia Joyce is presented: the voice depicts her known history and the dance represents her soul. The troubled past of a life in the shadow of James Joyce is traced; while in the third photograph we enter the dream of love with Samuel Beckett, so longed for and awaited. Voice and dance collide and divide to mark the contrast between what was and what could have been. The work concludes with the fourth photograph in which we return to the reality made up of avoidable loneliness...and yet, as we ask ourselves in the last scene, can that rediscovered photograph be proof of love?

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IO, MORO

minimodramma
 

operazione telefonica per baritono e fixed media

Concept, libretto e musica: Lorenzo Petrizzo



Sinossi - Italiano

La mattina del 9 maggio 1978 il Prof. Tritto, assistente di Aldo Moro, è a lavoro nel suo ufficio: non sa ancora che sta per ricevere una telefonata che stravolgerà il corso della storia. Dall'altro capo del telefono il brigatista Morucci lo informa della morte dell'onorevole Aldo Moro indicandogli dove potrà rinvenire il corpo.
Al termine della telefonata il Prof. Tritto intona un Requiem.

Synopsis - English


On the morning of May 9, 1978, Prof. Tritto, Aldo Moro's assistant, is at work in his office: he does not yet know that he is about to receive a phone call that will turn the course of history upside down. On the other end of the phone, Brigatist Morucci informs him of the death of the Honorable Aldo Moro and indicates where he will be able to find the body.

At the end of the phone call Prof. Tritto intones a Requiem.

ZITA DI LUCCA

Serva e Patrona

Chamber opera

for soprano, mezzo-soprano, baritone, ensemble

Music and concept by Daniel Knaggs

Libretto by Daniel Knaggs and Vincenzo Reale



Sinossi - Italiano

Zita, la serva di una famiglia di commercianti benestanti, sfrutta la sua posizione per aiutare i poveri e i bisognosi. I suoi lavori domestici sono così eccellenti da suscitare la gelosia degli altri, in particolare della serva più anziana Matilde, decisa a rovinare Zita.

Matilde muove molte accuse contro Zita, alcune delle quali supportate da prove. In particolare, ha visto Zita uscire di notte e prendere in casa cibo non suo. Questo è grave, soprattutto in tempo di carestia. Matilde si ripromette di raccontare al padrone di casa, il signore Fatinelli, le colpe di Zita al suo ritorno il giorno dopo.

Zita non può negare che sta dando via ciò che non è suo, ma questo è l'unico modo in cui riesce ad aiutare i bisognosi. Improvvisamente, riceve la visita di un uomo povero la cui famiglia sta morendo a causa della carestia. Egli implora Zita di aiutarlo, ma Zita ha già dato tutto ciò che è suo. Promette di aiutarlo, senza sapere ancora come potrà farlo. Infine, si ricorda della grande scorta di legumi (grano) che il signore Fatinelli ha conservato in una cassa in casa. Decide di attingere da questa scorta, come unica possibilità per aiutare chi sta morendo di fame.

Matilde sorprende Zita nell'atto di rubare. La donna osserva (non vista da Zita) e si compiace del momento di palese scorrettezza di Zita. Dopo che Zita è tornata dopo aver distribuito tutti i legumi ai bisognosi, all'improvviso il signor Fatinelli torna a casa, annunciando di aver accettato di vendere la sua scorta di legumi domattina. Zita si arrende ad accettare l'esito imminente, mentre Matilde festeggia l'opportunità di rovinare Zita per sempre. Arriva il mattino e il momento di aprire la cassa.


Synopsis - English

Zita, the servant of a well-to-do merchant family, uses her position to help the poor and needy. Her housework is so excellent that it provokes the jealousy of others, especially the older servant Matilde who is determined to ruin Zita.

Matilde mounts many accusations against Zita, some of them supported by evidence. In particular, she has witnessed Zita leaving at night and having taken food from the house that is not hers. This is serious, especially in time of famine. Matilde vows to tell the master of the house,Signore Fatinelli, about Zita’s faults when he returns the next day.

Zita cannot deny that she is giving away what is not hers, but this is the only way she is able to help those in need. Suddenly, she is visited by a poor man whose family is dying in the famine. He begs Zita for help, but Zita has already given all that is hers. She promises to help him, without knowing yet how she will be able. Finally, she remembers the large supply of pulses (grain) that Signore Fatinelli has stored in a chest in the house. She decides to take from this supply, as her only option to help those who are dying of starvation.

Matilde happens to catch Zita in the act of stealing. She watches (unseen by Zita), and revels in Zita’s moment of blatant wrongdoing. After Zita returns from having distributed all of the pulses to those in need, suddenly, Signor Fatinelli comes home, announcing that he has agreed to sell his supply of pulses in the morning. Zita surrenders herself to accept the impending outcome, while Matilde celebrates this opportunity to ruin Zita for good. The morning arrives and the time comes to open the chest.


***


Prossimo appuntamento

Opera ES

20 maggio, ore 18 – Teatro di San Girolamo, Lucca



PUCCINI CHAMBER OPERA FESTIVAL 2023

Opera MEMOS

29 aprile, ore 18 – Teatro di San Girolamo, Lucca


NAKHODA MANIS

Chamber opera for voices and ensemble

Concept and Music: Yoko Hamabe Wylegala

Libretto: Alessandro J Bianchi


Synopsis - English

The era is the Age of Discovery, a long time ago. A filial son, Manis lived with his mother. Manis, a young man who dreamed of a richer life, leaves his mother in his hometown and goes on a journey. Manis, who endures hardships successfully and eventually rises to become the captain of a fine ship. ︎Nakhoda Manis︎ is the Malay︎ ︎word for ︎Captain Manis︎.

After a successful career and becoming wealthy, Manis marries a beautiful aristocratic woman. His ship that cuts through the wind with white sails against the blue sky and sea. Smooth sailing is the catchphrase for the life of Manis at that time. One day, there are rumors that Manis︎ ship is near his hometown of Kampong Ayer. After hearing the rumor, his mother want to meet Manis and rows a small boat ︎with Manis’︎ favorite food to approach his fine boat. A mother desperately calls her son Manis’︎ name from the top of an unstable boat swayed by the waves, but she bore the figure of an old woman in poor clothes. Manis’ ︎wife, ︎who saw︎ this old woman, ︎as ︎uncomfortable. When Manis sees it, he calls his mother, ︎a stranger ︎ in front of his wife. He repels the small boat and, says, ︎”Get a︎way right away!︎”.

One cannot but feel for his mother︎s overwhelming sadness. Immediately after that, Manis will be punished. The common story line is that it︎s a ︎mother︎s curse,︎ bu︎t I interpret it as a divine punishment. Suddenly, the sky darkens and a storm rages as lightning strikes Manis︎’ ship. The cursed ship gradually turns to rock (Batu) and sinks. This is a legend of ︎Jong Bat︎︎u. A rock can be seen in Brunei’s harbor to ︎which is linked to this tale in popular imagination. It is a mysterious rock with the outline of an inclined, sinking ship.


Sinossi - Italiano

L'epoca è quella delle scoperte. Manis, che viveva con sua madre, era un giovane che sognava una vita più ricca. Dedicde così di lasciare la madre e la sua città natale partendo per un viaggio. Manis, sopporterà con successo le difficoltà della vita, alla fine si eleva fino a diventare il capitano di una bella nave. (Nakhoda Manis︎ è la parola malese︎ per indicare il capitano Manis)︎.

Dopo una carriera di successo e di ricchezza, Manis sposa una bella donna aristocratica. La vita da navigatore è tranquilla. La sua nave che taglia intrepida il vento con le sue vele bianche volando sull'azzurro del mare. Moltoi anni dopo, che la nave di Manis︎ ritorna alla sua città natale, Kampong Ayer. Dopo aver saputo che Manis si torvava a in città, sua madre lo vuole incontrare. Con una piccola barca e con il cibo preferito di Manis si avventura verso la grande nave. Una volta arrivata chiama disperatamente suo figlio. La sua figura è quella di una vecchia donna in abiti poveri e nessuno le da risposte. La ︎moglie di Manis, ︎vedendo questa vecchia, ︎si sentì molto e disagio e quando Manis la vede la vecchia madre, per non ferire la moglie, la tratta come un'estranea. La respinge dicendo: "Andate via subito!". La madre di Manis non può fare a meno di provare un grande sentimento di opprimente tristezza. E infatti, subito dopo, Manis verrà punito con una maledizione. Improvvisamente, il cielo si oscura e si scatena un tempesta e un fulmine colpisce la nave di Manis︎. La nave maledetta si trasforma gradualmente in roccia (Batu) e affonda. Questa è la leggenda del ︎Jong Bat︎︎u. Oggi, nel porto del Brunei, si può vedere una roccia che nell'immaginario popolare è legata a questo racconto. Si tratta di una roccia misteriosa con la sagoma di una nave inclinata che affonda.



CICLOTIMIA

“Io Sono Tre”

Opera da camera per Soprano ed emsamble

Concept and Music: Aaron Pelle

Libretto: Anna Henwood

Synopsis - English

The character of Bianca, a middle-aged widower, is introduced standing in her living room. In the room is a table with chairs, a piano, and a mirror. She wakes up from her sleep and is wearing a white dress. She begins to reflect on her life…

She begins to suffer a panic attack and feels anxious, so she begins to sing and reminisce about her poor but happy childhood as she played in the streets of her hometown and looks at a childhood photo.

Suddenly she sings a quirky, immature song with a Dadaistic text that she wrote as a child. The poem has dark undercurrents and begins to suggest she has an underlying mental illness, rather than just child’s play.

The bizarre nature of her singing continues until her mental illness increases. This alienates her, especially in her teenage years. Feelings of loneliness and isolation permeate, and she begin to cry.

However, she then sings a song about falling in love with a man unexpectedly at a dance where they waltz. She becomes pregnant with child, and a stable period of her life then occurs despite the surprise.

She then recalls a happy experience of marriage and giving birth to her only child, even if it was unplanned.

However, the child dies. Bianca sings an aria about feeling imprisoned in a grey, lifeless existence. She indicates that she is searching for atonement or religious experience to save her from this depression.

She begins to escape in her dreams and imagines a tropical South American landscape with music playing, but it is rudely interrupted by a loud, dissonant chord. This abruptly wakes her up from her beautiful daydream.

The sudden awareness of her own deteriorating mental health becomes more apparent, and she starts to suffer a major anxiety attack. After hitting herself on the head and crying into her hands, she smashes her head into the glass of a mirror and falls.


Sinossi - Italiano

Il personaggio di Bianca, una vedova di mezza età si presenta nel suo soggiorno. Nella stanza ci sono ari oggetti. Svegliatasi dal sonno inizia a riflettere sulla sua vita…

Comincia a soffrire con un attacco di panico e sente ansiosa. Comincia a cantare per ricordare la sua infanzia povera ma contenta, quando giocava nelle strade del suo paese.

Improvvisamente si mette a cantare un’aria bizzarra e immatura su di un testo dadaista che ha scritto lei da bambina. Ha temi oscuri che suggeriscono che lei ha una malattia mentale…

La natura bizzarra del suo canto continua finché la sua malattia mentale aumenta. Sentimenti di solitudine e isolamento la avvolgono e lei comincia a piangere.

Poco dopo, comincia a cantare un’altra aria, questa volta sull’innamoramento inaspettato di un uomo incontrato a un ballo, con il quale poi ebbe un bambino. Ricorda un’esperienza felice del matrimonio e la nascita del suo unico figlio, anche se non pianificato. Purtroppo il bambino muore. Bianca canta un’aria sul sentirsi imprigionato in un’esistenza grigia senza vita. Indica che sta cercando per l’espiazione o un’esperienza religiosa per salvarsi della depressione.

Suona una bossa nova malinconica e ariosa. Inizia a scappare nei suoi sogni, e immagina un paesaggio tropicale sudamericano. Ma il sogno viene bruscamente interrotto da un forte accordo dissonante, che la sveglia dal suo bellissimo sogno.

All’improvviso il deterioramento della sua salute mentale diventa più evidente. Comincia a soffrire di un grande attacco d’ansia. Dopo essersi colpita alla testa e aver pianto tra le sue mani, sbatte la testa contro uno specchio di vetro e cade.




TELOSMA CORDATA’S DREAM

chamber opera of a poisonous lie story

for soprano, baritone, fixed media, video and ensemble

Music, concept and libretto by Wei-Chia Wu (Veronica Wu)


Synopsis - English

Telosma Cordata is an ordinary girl who lives in a small town; she is poor but vain. She desires to be rich. One day, she has a dream.

In her dream, she is in a world where everyone uses magic, but because she is from the real world, she does not have magic power.

She meets a powerful wizard Noctis, who tells her he can use magic to help her get her dream life. To obtain the life she wants, she signs a contract with Noctis to become an enchanted flower that sleeps during the day and blooms at night. He can use her charming fragrance when she blooms to attract people to see her and earn money. She only works at night because once she met sunlight she will die.

However, she finds that everyone who smells her fragrance becomes flowers and works for Noctis as she does, which can help Noctis become more stronger and powerful. She understands that Noctis lied to her, and she is harming other people and making them become his slaves. Finally, she goes into the sunlight and evaporated in the sun.

Telosma Cordata wakes up from her dream and thinks deeply about it. Her outlook on life has changed.


Sinossi - Italiano

Telosma Cordata è una ragazza comune che vive in una piccola città; è povera ma vanitosa. Desidera essere ricca. Un giorno fa un sogno. Nel sogno si trova in un mondo in cui tutti usano la magia, ma lei, che viene dal mondo reale, non ha il potere della magia.

Incontra un potente mago, Noctis, che le dice di poter usare la magia per aiutarla a ottenere la vita dei suoi sogni. Per ottenere la vita che desidera, firma un contratto con Noctis per diventare un fiore incantato che dorme di giorno e fiorisce di notte. Lui può usare la sua affascinante fragranza quando sboccia per attirare le persone a vederla per guadagnare denaro. Lavora solo di notte, perché quando incontra la luce del sole muore.

Tuttavia, scopre che tutti coloro che sentono il suo profumo diventano fiori e anche loro (come lei) cominciano a lavorare per Noctis. Questo fa diventare Noctis più forte e potente. Così, capisce che Noctis le ha mentito e che sta danneggiando altre persone facendole diventare suoi schiavi. Infine, decide di andare verso la luce del del sole ed evapora.

Telosma Cordata si sveglia dal suo sogno e riflette profondamente. La sua visione della vita è cambiata.